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Mattarella

Da qualche giorno un nuovo nome domina l’informazione nel nostro paese: Sergio Mattarella.

Come neanche il Panchen Lama e gli altri monaci buddisti avrebbero saputo fare, Matteo Renzi, in barba ai sondaggi di gradimento popolare che vedono i vari Bonino, Rodotà, Prodi primeggiare, ha visto in lui la reincarnazione di Napolitano e dato il via alle presentazioni con gli italiani che costui dovrà rappresentare.

Pur con tutto il rispetto per Mattarella, che della politica non è certo un novizio, in quanto noto figlio d’arte (il padre fu più volte ministro e membro della Costituente) e avendo speso gran parte della vita tra Montecitorio e Palazzo Chigi, la sua elezione al Colle è apparsa fin da subito a molti come inaspettata.

Ad ogni elezione quirinalizia ecco ripetersi il mantra del Presidente della Repubblica rappresentante l’unità nazionale, la persona in cui tutti i cittadini possano sentirsi rappresentati e perciò tutelati. Il garante della Costituzione e delle regole a fondamento della nostra democrazia.

Se questo è il Presidente che si sta eleggendo, una premessa su Mattarella andrebbe fatta. In pochi sembrano infatti ricordare che stiamo parlando dello stesso Mattarella che ci lasciò in eredità il fantomatico Mattarellum. Per chi non se lo ricordasse, il Mattarellum fu la legge elettorale scritta a margine del Referendum del 1993 recante “Abrogazione della legge elettorale per il Senato per introdurre il sistema maggioritario” con il quale il 94% degli italiani votanti (circa 35 milioni!) si espressero per introdurre anche nel nostro paese un sistema di elezione chiaro, semplice e davvero rappresentativo: il maggioritario.

A tradire quella chiara volontà popolare fu proprio Mattarella, che introdusse un mix tra maggioritario e proporzionale che di fatto diede nuova linfa vitale ai partiti sopravvissuti a Tangentopoli, una legge che non a caso venne presto definita “il Minotauro” in ricordo del mostruoso essere metà uomo e metà toro. A qualche giorno di distanza dall’approvazione dell’Italicum (altro mostro elettorale) alla Camera, in pochi sembrano ricordare questi fatti. Eppure Mattarella dovrà essere colui pronto a garantire proprio il rispetto delle regole e delle istituzioni.

La speranza è che almeno impari in fretta.