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(AH, SUL “NO ALL’EURO” ERA TUTTO UNO SCHERZO)

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” – Noi siamo gli unici ad aver sempre messo l’Europa, e non le questioni nazionali, al centro della campagna elettorale. – A pochi giorni dal voto Flavio Tosi, Sindaco e candidato della Lega (ma in caso di elezione ribadisce che resterà a Palazzo Barbieri), chiama a raccolta i suoi sostenitori.

– Sono sindaco da sette anni, spero e credo di averlo fatto al meglio, con buoni risultati rispetto alla situazione che abbiamo trovato, in termini di sicurezza, turismo, infrastrutture e cultura. Ho quindi dimostrato di aver fatto bene e inoltre chiedo un voto di fiducia per la mia persona. –

– Il voto delle europee dovrebbe essere sull’Europa e sui rapporti con l’Europa ma, a parte la Lega, sia Grillo, sia Renzi che Berlusconi hanno affrontato questa competizione come se fossero elezioni politiche. –

– Il “no euro” è uno slogan propagandistico non realizzabile, […] la priorità per chi verrà eletto al Parlamento europeo sarà difendere gli interessi nazionali, le nostre aziende, la nostra economia e le nostre famiglie, non continuare a prendere ordini. -“

(Enrico Santi su L’Arena, 22 maggio 2014 – clic per l’articolo completo)

Ricapitolando, con un triplo salto carpiato Tosi riesce a chiedere un “voto di fiducia alla persona” annunciando contemporaneamente che in caso di elezione rinuncerà alla stessa per fare posto ad un altro. Non contento, afferma anche che la Lega è l’unico partito in Italia ad aver messo al centro della campagna elettorale l’Europa, quindi, coerentemente chiede di essere votato per quanto fatto da Sindaco a Verona. E poi il botto finale. Il giornalista, rinsavito, osa una domanda scomoda: “euro sì o euro no? Nel simbolo della Lega c’è scritto NO EURO…” Ed ecco che Tosi riesce nell’impossibile: – Il “no euro” è uno slogan propagandistico non realizzabile! – liquidando insomma come pura propaganda l’intero “BASTA EURO TOUR” che vede protagonista il (povero) Salvini che a bordo del suo camper si sta girando non mezza, ma tutta Italia (ebbene sì, anche il Sud)!

Al di là del merito delle dichiarazioni di Tosi, che con questa intervista si guadagna un posto nella Hall of Fame delle supercazzole politiche, la cosa che fa veramente preoccupare è l’asservimento dell’informazione ai poteri forti. Se non fosse per Tosi che riesce nella rara impresa di contraddirsi da solo in ogni frase, l’articolo pubblicato da L’Arena suonerebbe quasi come uno spazio elettorale realizzato volutamente a pochi giorni dal voto. In questo la democrazia italiana mostra tutta la sua immaturità, nella mancanza di una vera informazione in grado di informare. Perché senza informazione, la democrazia resta necessariamente zoppa. Senza informazione i cittadini non possono conoscere e quindi votare consapevolmente. Servirebbe poter “conoscere per deliberare”, così scriveva Luigi Einaudi all’indomani della nascita della Repubblica Italiana. Pare che siamo rimasti dei bamboccioni.

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