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*ma salvando i giovani d’oggi

L'Eredità

Il ministro Madia rassicura sui famigerati 85 mila che dovrebbero “uscire” dagli uffici pubblici: non si tratta di esuberi («Una terminologia assolutamente sbagliata e distorta anche rispetto al piano Cottarelli»), spiega il ministro, ma di prepensionamenti. «L’idea sarà quella di provare ad avere delle uscite anche con dei prepensionamenti -ha continuato il ministro- ma, tutto questo, per reimmettere energie nella P.a. quindi aiutare i giovani a entrarvi».

Ricapitolando, mentre il debito pubblico italiano continua a salire, grazie agli aumenti registrati dalle amministrazioni centrali e locali per rispettivamente di 18,9 miliardi (!) e 1,5 miliardi (!) di euro; la Banca Mondiale ci declassa al 90° posto a livello internazionale – in caduta di 6 posizioni rispetto al 2013 – per la facilità di creare business; il numero di giovani laureati che emigra viaggia ormai su cifre a tre zeri, con 9mila laureati emigrati sono nel 2012, la soluzione approntata dal Governo è nuovamente la minestra riscaldata più insipida di sempre: l’assunzione governativa mediante prepensionamento dei lavoratori pubblici.

Eppure, la crisi strutturale italiana non era innanzitutto responsabilità di quella Prima Repubblica, che ci aveva lasciato in eredità il pesantissimo debito pubblico? I poveri giovani vittima delle scellerate politiche di governo dei loro padri?

Verrebbe da chiedere dove troveranno i soldi per prepensionare, ossia per anticipare la pensione a chi già lavorava e poteva continuare a farlo, e al contempo assumere nuovi dipendenti, giovani e vecchi, che vinceranno il concorso. Perché gira e rigira, sempre lì torniamo: chi paga i servizi dello Stato? Nella risposta, ogni soluzione.