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“A defendant is innocent until proven guilty in legal trial, and granted the right of defense.”

Così recita l’art. 77 della neo costituzione egiziana che celebra il principio della presunzione d’innocenza, seppur dal 03 luglio il governo egiziano lo abbia sospeso, insieme a tutto il resto della testo promulgato qualche mese prima. Nonostante ciò, fa scalpore la notizia che in Egitto a finire dietro le sbarre sia stata una cicogna, l’accusa sarebbe quella di spionaggio. Sarà l’Egitto, direte voi, sarà pure che questa è solo (sigh!) una povera cicogna la cui unica colpa è quella di trasportare un congegno appartenente a ricercatori francesi che ne volevano studiare le migrazioni, ma qui siamo davanti ad una questione che ci coinvolge direttamente ma al quale sembriamo sempre più distanti: il diritto ad essere trattati da liberi cittadini fino a che una sentenza definitiva non dica il contrario.

Principio fondamentale di ogni democrazia, si dirà, eppure in Italia, nelle sovraffollate galere, solo il 10% sconta una condanna definitiva, con un 25% di persone che tornano in libertà entro una settimana. Un principio, quello di presunzione, così radicato in Italia che per tutelarlo si è costretti a ricorrere ad un referendum, al quale per sbaglio o per fortuna, ha firmato pure Silvio B. e giù il finimondo, non sia mai che a guadagnarci siano pure gli italiani che rischierebbero così di esprimersi su tutti quei temi che la politica accantona da decenni

 

Sarebbe utile ricordarsi che anche nell’Italia delle eterne fazioni, dei guelfi e dei ghibellini, dei berluscones e dei bravi cittadini, i diritti e le regole dovrebbero valere per tutti e non rimanere prerogativa di pochi. Perciò poco importa se ha firmato anche Berlusconi che sulla giustizia ad personam ci ha costruito una carriera politica, di firme per i 12 referendum ne servono altre 6 milioni (!), 6 milioni di firme per non fare la fine della cicogna. Io ho firmato, e tu?