Tags

, , , , ,

Scena del video incriminato

Da poco meno di una settimana mi trovo per motivi di studio a Joinville, città dello stato di Santa Catarina in Brasile. Arrivato nella speranza di trovare sole, spiagge e festeggiamenti per il carnevale, mi trovo in realtà immerso in una situazione surreale per l’ondata di violenza che si è scatenata nella regione nelle ultime settimane.

 

Dal 30 gennaio ad oggi sono stati infatti oltre 100 gli attentati nei confronti di veicoli e edifici pubblici da parte della Pgc (Primeiro Grupo Catarinense), la principale organizzazione criminale dello stato. A scatenare la rivolta della criminalità organizzata contro le istituzioni pubbliche è stato un video pubblicato dal quotidiano A Notícia di Joinville, video girato dalla Deap (Departamento Estadual de Administração Prisional) che riprende vere e proprie scene di tortura all’interno della prigione di Joinville. Nel video decine di detenuti seminudi vengono allineati in una grande stanza, fatti sedere per terra con la faccia tra le ginocchia e quindi bersagliati da colpi di proiettili di gomma, lacrimogeni e spray al peperoncino, il tutto senza che i detenuti possano reagire in un qualche modo. Le scene di tortura durano oltre 4 ore, le registrazioni a circuito chiuso non permettono di sentire l’audio e perciò non è dato sapere cosa si dicano gli agenti durante quei momenti, ma la Deap assicura che i responsabili sono stati riconosciuti, licenziati e verranno processati per abusi.

 

Dalla pubblicazione del video ad oggi incessanti sono gli attacchi nei confronti di autobus e commissariati della polizia, con il Pgc che chiede a nome dei detenuti maggiori diritti nelle carceri. Gli attentati si sospettano essere infatti orchestrati dalle carceri locali.

 

Nel frattempo il Governo ha inviato la polizia federale nelle città dello stato di Santa Caterina con 3 obiettivi: frenare le rivolte nello stato, arrestare i responsabili degli attentati, garantire il trasferimento dei detenuti dello stato catarinense in prigioni di altri stati brasiliani. In particolare questi ultimi, una volta trasferiti, entreranno in un regime speciale simile al nostro 41 bis, il c.d. RDD (Regime Disciplinar Diferenciado).

 

Maggiori informazioni sono attese per sabato 16 quando il Governatore dello Stato e il Ministro della Giustizia concederanno una nuova intervista pubblica.