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(Mi scuso con i lettori del blog se ho scelto, dopo mesi di inattività, di aggiornare la mia pagina con un fatto personale ma credo fosse doveroso far chiarezza e dare massima visibilità a fatti erroneamente e/o falsamente descritti. Spero di tornare presto ad aggiornare il blog con temi più attuali e importanti.)

Fino ad oggi non ho mai commentato i vari posts online riguardo il tanto discusso sistema delle cinquine, non ho mai puntato il dito a nessuno, non ho mai accusato i compagni che ne hanno fatto parte di essere degli associati a delinquere di stampo mafioso (pardon camorristico), non l’ho fatto in particolare perché ho sempre ritenuto tutta questa discussione (e questo metodo di elezione) inutile. Inutile sotto ogni punto di vista. Basti pensare che quest’anno c’erano 79 candidati per 60 posti, essere eletti non richiedeva certo sistemoni, bastava cercarli i voti facendosi votare per le proprie idee, magari. Non l’ho fatto anche e soprattutto perché l’anno scorso di questo sistema ne ho mio malgrado fatto parte, come ben ricorda la compagna Eleonora Palma Zoccolan. Mi spiego meglio per chi non ricordasse. Allo scorso congresso, con Mattia Da Re diedi vita a Rilancio Radicale, una piattaforma di proposte on-line con l’obiettivo di avviare un dibattito precongressuale e cercare consenso su vari temi che quest’anno ho sentito riproporre da molti. Per chi non le conoscesse o ricordasse le proposte possono comodamente essere trovate a questo sito. Venimmo quindi contattati da varie persone di Radicali Italiani che all’epoca non conoscevamo, tra questi Andrea De Angelis con il quale ebbi una piacevole e lunga conversazione al telefono durante la quale si parlò praticamente di tutto. Le nostre proposte a suo dire erano le stesse che lui e il tesoriere De Lucia proponevano da anni, ma visti i ruoli da loro ricoperti e le dinamiche interne non potevano – a suo dire – uscire allo scoperto come noi e gridarle ai quattro venti. Si parlò d’altro, mi spiegò delle varie correnti interne al comitato e di quella che guidava pur non sedendo in comitato, dei rapporti con Pannella, della gestione dei soldi, dell’esigenza che noi di Rilancio Radicale non ci bruciassimo e per questo serviva lui. Ricordo che si definì uno dei più grandi esperti di procedure congressuali, nonostante ai congressi non intervenisse praticamente mai. Per questo motivo, a suo dire, avevamo bisogno di lui. Ci fece pure cambiare albergo, disse che era importante stare tutti insieme nello stesso albergo per delineare le strategie congressuali riguardo le nostre proposte. La telefonata si concluse con il suo invito a restare insieme, a darci una mano per non vedere le nostre proposte condivise cadere nel vuoto ed espresse l’augurio di potermi dare una mano ad entrare in comitato. Stop. Bastò però incontrarci di persona per capire che non sarebbe andata proprio come era stato descritto nelle telefonate. L’incontro nella hall fu un po’ strano, al mio: “Oohh, finalmente ci conosciamo!” ottenni come risposta: “Ciao, fatto buon viaggio? Ora devo andare. Ci vediamo”. Le tanto promesse strategie non si videro ne capii bene il perché fosse così importante stare in albergo insieme, dato che quelle rare volte che si discusse delle nostre proposte lo si fece in sede congressuale e vennero giudicate come inattuabili o liquidate dicendo che non era quella la sede per discuterne. Alla fine presentammo solo una mozione particolare che impegnava il movimento a portare avanti un antiproibizionismo a 360°, passò con l’unanimità. Durante i giorni del congresso i pochi rapporti che si ebbero furono ridotti a brevi conversazioni tra me e De Angelis, nessun contatto con le altre persone di Rilancio Radicale, ci chiesero solo in quanti fossimo ed ecco pian piano spuntare questo benedetto sistema delle cinquine. Ne iniziai a parlare con gli altri, non eravamo così tanti alla fine, un gruppo eterogeneo per la verità che andava da Valerio, appena diciottenne, alla “Signora Anastasia” che di anni ne aveva qualcuno in più. Chiedevano come mai le nostre proposte non fossero ora più attuabili, chiedevano cosa fosse questo sistema delle cinquine di cui tutti parlavano e che mi ritrovavo ad illustrare loro a 24 ore dal voto per il Comitato. In particolare mi chiesero chi fossero le persone sui biglietti, dovetti rispondere che erano quelle persone che sedevano ai tavoli accanto a noi durante pranzi e cene, ma che non avevano mai avuto l’accortezza e l’educazione di presentarsi. L’indecisione a prendere parte a questo sistema durò fino alla fine, ipotizzammo addirittura di ritirare la mia candidatura perché sembrava davvero tutto assurdo. Alla fine andò come andò, io e un altro rispettammo “il pizzino” per puro senso di responsabilità e votammo una lista di sconosciuti, gli altri due votarono secondo coscienza.

Ad un anno da quell’elezione posso ribadire la mia incredulità davanti questo sistema, davanti una bramosia di potere all’interno di un comitato che non prende decisioni e non influenza minimamente il movimento, un movimento che in seguito alle modifiche statutarie di questo ultimo congresso è difficile addirittura definire politico. L’esempio perfetto credo sia rappresentata dalla Commissione Statuto, tanto voluta, tanto sudata, tanto segregata, tanto affossata dalla dirigenza radicale.

Dicevo inutile perché anche quest’anno, nonostante i mille dubbi sulla possibilità di ricandidarmi al Comitato Nazionale, ho deciso di farlo e sono riuscito ad essere rieletto, pur senza gruppi alle mie spalle, ottenendo i voti grazie al mio intervento (fatto alle 22.45 della terza giornata) nel quale pubblicizzavo la mia candidatura e un’oretta di “proselitismo” pre-voto.

Una cosa però non accetto. Che si dica il falso, che si dica che io nel vostro sistema che di radicale non ha proprio niente, ci volessi stare, eccome! Con il Sig. De Angelis e il sistema delle cinquine ho chiuso un anno fa e la diffidenza credo sia reciproca. Si chieda a Nicolas Ballario e Annalisa Chirico per maggiori informazioni. Ho voluto raccontare questa storia in modo che tutti sapessero, in modo da evitare in futuro qualcuno rinfacciasse “anche tu una volta hai fatto parte delle cinquine!”, quasi fosse un peccato originale. Sarà. Da lì le cose sono un po’ cambiate. Sta di fatto che a me, i voti garantiti non sono mai piaciuti, ho sempre preferito sudarmele le preferenze e sapere che se quest’anno ne ho prese 48, sono le preferenze vere di persone che credono in me.

Faccio anch’io i migliori auguri ai compagni eletti e nominati, sarà un anno difficile, serviranno discussioni vere su temi veri. Per me questa è una discussione finita, ci tenevo solo a fare chiarezza e a correggere chi parla senza sapere e dicendo il falso. Avendo altro da fare nella vita lascio ad altri il tempo e la voglia di commentare per giornate pizzini, camorra e comitati. Buon divertimento a tutti.