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Fermato dalla polizia mentre girovagava impaurito per un parco cittadino, caricato sulla volante nella convinzione di aver trovato uno spacciatore extracomunitario che non voleva parlare e che nascondeva dentro lo stomaco degli (immaginari) ovuli di droga. In realtà davanti a sé i poliziotti avevano Pierre, un giovane ragazzone di colore autistico che, allontanatosi involontariamente dalla madre, si era perso e vagava alla ricerca dei suoi cari. La politica proibizionista è arrivata nel nostro paese a questo. Un processo sommario condotto da agenti delle forze dell’ordine che in base ad un giudizio totalmente arbitrario prelevano coattamente un cittadino, lo conducono in ospedale dove lo fanno sedare, facendogli somministrare tra l’altro medicinali controindicati per chi come lui soffre di autismo, il tutto nel tentativo disperato di individuare fantomatici ovuli di droga nel suo corpo. Inutile dire che degli ovuli non vi fosse traccia.

Rimangono invece le reazioni allergiche ai medicinali somministrati forzatamente dai medici veronesi. Rimangono i traumi subiti da un ragazzo autistico che negli anni tanto aveva lottato per compiere piccoli gesti quotidiani, quali accompagnare la madre al supermercato e che ora non vuole più uscire di casa. Rimane soprattutto l’ignoranza di un paese e delle sue politiche proibizioniste che ad oggi hanno collezionato più vittime che successi.

Tanti auguri a Pierre perché non smetta di lottare, perché riesca a superare questa triste sventura e torni ad essere il Pierre di sempre. Sarebbe la miglior risposta all’ignoranza di chi nel vedere un ragazzo di colore al parco, è riuscito solo a vedere uno spacciatore e niente più.

AUDIO DEL MEDICO DI PIERRE CHE HA DENUNCIATO L’ACCADUTO