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L’Italia è il paese degli amici, quelli veri. Amici che non ti lasciano mai a piedi, soprattutto se i suddetti amici siedono in un’assemblea pubblica, dal consiglio comunale fino al Parlamento.

In questi giorni, nel (quasi) totale silenzio dei media, gli italiani (ben informati) hanno dovuto assistere all’ennesimo scandaloso giochino di palazzo. Scadeva oggi, martedì 05 giugno alle ore 15, il termine per presentare le candidature e i relativi curricula di coloro tra i quali il parlamento dovrà scegliere (domani!) chi andrà a completare la composizione delle Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e del Garante della Privacy. Le stesse candidature e i curricula dovevano inoltre essere resi pubblici, ma ecco il colpo di genio del parlamento italiano. A meno di 24 ore dal voto su chi dovrà far parte delle due autorità, il parlamento decide che per rispetto della privacy i curricula non verranno pubblicati ma saranno a sola disposizione dei parlamentari! Si profila così l’ennesimo giochino partitocratico, in cui i nomi dei nominati circolano già, in quanto decisi nelle stanze segrete del potere, dove i partiti qui sì trovano la forza di collaborare per il bene comune, il loro appunto. Gli eletti nominano i loro amici e non si sentono neanche in dovere di spiegare ai cittadini chi siano questi loro amici, perché andranno a decidere dei nostri diritti, quali meriti e capacità possano vantare.

Il palazzo si chiude su se stesso e decide che la trasparenza è cosa per pochi, o meglio per nessuno.

La notizia buona è che qualcuno non ci sta a vedersi nuovamente preso in giro e decide così che i cittadini abbiano diritto di sapere cosa stia realmente succedendo. Al divieto a pubblicare i curricula dei candidati, l’Associazione Agorà Digitale, da sempre impegnata per le libertà digitali, e il Sen. Marco Perduca (Radicale in quota PD) hanno deciso di rispondere pubblicando online tutti i curricula ufficiali pervenuti per la votazione a Camera e Senato.

A questo punto l’unica speranza resta il rinvio del voto, così come chiesto dal Sen. Perduca e dalle associazioni impegnate in queste settimane nella richiesta di un processo di selezione delle nomine il più trasparente possibile. Il rinvio del voto rappresenterebbe infatti l’unica condizione per dare un briciolo di democraticità a questo voto, permettendo così ai parlamentari di visionare effettivamente le candidature pervenute e decidere così in base al merito e non ai diktat di partito.

Come farlo saltare? Per ora ci stanno pensando quelli di Agorà Digitale e il Senatore Perduca a smuovere le acque attraverso twitter e l’hashtag #opennomine ma il tempo corre. Già in passato il web era riuscito a condizionare l’agenda politica italiana (Vaticano paga tu riguardo l’esenzione ICI alla Chiesa ne è il miglior esempio), chissà che anche questa volta non riesca nel suo intento.

Se così non fosse non scomodatevi, eccola qui la lista in anteprima della futura composizione Agcom:

Presidente
Angelo Cardani (il bocconiano amico di Mario)

Membri
Antonio Martusciello e Antonio Preto (gli amici di Silvio)
Maurizio Décina (l’amico di Pierluigi)
Francesco Posteraro (il terzopolista)

In fondo è proprio vero, chi trova un amico trova un tesoro. Soprattutto se quell’amico vive in Italia e di lavoro fa l’eletto.