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Questa mattina dal salotto di Coffee Break, programma in onda su La7, il sottosegretario allo Sviluppo economico Mario Ciaccia, alla domanda se il governo, a fronte degli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto, dovrà alzare l’IVA tra qualche mese risponde che le condizioni per rilanciare il paese sono due: casa e lavoro. Quale modo migliore per realizzare entrambi se non dare fiato all’edilizia? “Sono i giovani a chiedercelo!”, tuona concludendo lo stesso Ciaccia.

Forse a Ciaccia andrebbe detto che negli ultimi 30 anni in Italia abbiamo già cementificato un quinto del territorio nazionale, pari a 6 milioni di ettari. In Italia le case vuote sono stimate in 10 milioni. I suoli fertili sono una risorsa preziosissima, non rinnovabile e non semplicemente del terreno vuoto che aspetta una colata di cemento.

Pensare di dare lavoro alla gente e rilanciare l’economia attraverso l’edilizia è come pensare di sanare i conti pubblici con i balzelli sulla benzina. Prima o poi il giochino salta. Si chieda alla Spagna che fine hanno fatto con un’economia basata sull’edilizia.

La notizia positiva è che a non pensarla come Ciaccia sembrano essere in molti. Da quasi un anno è nato in rete un forum nazionale chiamato Salviamo il paesaggio, con l’obiettivo di riunire tutte le associazioni nazionali, locali, i comitati ma anche i singoli convinti che non abbia più senso sacrificare così territorio, paesaggio e natura.  Ciò che si propone il forum è di dare vita ad un censimento capillare per far emergere ciò che è già stato costruito, edifici residenziali e produttivi, verificando poi se siano effettivamente utilizzati o siano invece, come spesso accade, vuoti. Piani urbanistici a “crescita zero” sono possibili, l’importante per gli amministratori è avere sotto mano dati reali ed effettivi su ciò che già esiste sul territorio, iniziando così a puntare alla riqualificazione piuttosto che alla nuova costruzione. Il PIL, l’economia non potranno rappresentare per sempre il nostro modello di crescita, donare spazi verdi ai cittadini, riconvertire aree dismesse, politiche volte all’implementazione dell’uso della bicicletta e di altri sistemi alternativi (car sharing tra tutti) questa è la direzione in cui un paese in crisi può e deve ripartire. Perché i soldi non sempre fanno la felicità. Di sicuro non la fanno le strade intasate dal traffico, il cemento ormai ovunque, l’aria grigia ed irrespirabile.

Le associazioni locali ad aver aderito sono oltre 600, ma il numero è in continua crescita. A Verona, l’Associazione Radicali Verona, da settimane raccoglie ai tavoli e online firme alla petizione di Salviamo il Paesaggio e prossimamente presenterà la raccolta firme alla nuova amministrazione, anche grazie all’appoggio del neo eletto consigliere Giorgio Pasetto, che aveva inserito proprio la nostra petizione nel suo programma elettorale. L’obiettivo è chiaro, i Radicali e tutti i cittadini veronesi che hanno firmato la petizione intendono chiedere che anche il Sindaco Tosi da sempre molto attento, a suo dire, al territorio veronese e veneto coerentemente scelga di intraprendere questa campagna, questa sì per tutti i cittadini. Non era forse lui il Sindaco di tutti i veronesi?